Ombre

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Sinossi:

“Strane sparizioni si susseguono di notte in notte, la paura corre sottile mentre passi silenziosi si allontanano tra le ombre. Un uomo è in cerca di vendetta oppure di giustizia, tutto per salvare colei che ama da una fine peggiore della morte. Adam è un Signore delle Ombre, un mito tornato reale per porre rimedio a un errore a cui lui stesso ha contribuito. Al di là delle tenebre, al di là della luce solo una cosa potrà salvare il destino di Adam e Livvy.  ”

 

Capitolo 1

Il rumore cadenzato dei passi risuonava nella notte, l’eco sinistro si propagava nel vecchio vicolo, facendo da sottofondo al tremolante riflesso dei lampioni di Via De’ Mercanti.
La pioggia cadeva sottile penetrando nelle ossa, nonostante il riparo dell’ombrello. Tutte le saracinesche erano abbassate, nessuna insegna luminosa che potesse tenere compagnia lungo il tragitto. Eric camminava svogliatamente; non era lontano da casa, eppure con la stanchezza che si portava addosso gli sembrava di dover camminare per chilometri. Era sveglio dalle quattro del mattino ed era stata una giornata di quelle no. Cercare di essere psicologo e make up artist di tutte quelle donnine che si credevano la nuova Monica Bellucci a volte era estenuante. Doveva sempre dare il massimo in tempi brevissimi, a volte pensava che non ne valesse la pena, eppure quando guardava quei visi dopo averli truccati si sentiva appagato. Era il suo attimo di pace interiore che riscattava tutto il resto.
Non vedeva l’ora di arrivare a casa, riempire la vasca con dell’acqua calda, versarci dentro degli oli essenziali e godersi una bella birra ghiacciata.
Perso nei suoi pensieri, giunse alla traversa che l’avrebbe condotto nella corte dove abitava; si fermò sotto la luce di un lampione per sistemare meglio l’ingombrante borsone sulla spalla. In quel momento si accorse del silenzio che lo circondava, quindi rimase immobile aspettandosi di sentire in lontananza il rumore di un’auto.
Nulla.
Un brivido gli corse lungo la schiena poi rise di sé. Evidentemente la stanchezza gli stava giocando un brutto scherzo. Prese dalla borsa le chiavi del portone, si guardò intorno un ultima volta e con passo veloce uscì dal confortante cono di luce.
La mattina successiva furono trovati accanto al lampione, sistemati con cura, un borsone e un ombrello.

 

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