American Sniper

Titolo: American Sniper
Regia: Clint Eastwood
Soggetto: Chris Kyle
Attori: Bradley Cooper (Chris Kyle), Sienna Miller (Taya Renae Kyle), Luke Grimes (Marc Lee), Jake McDorman (Bombarda), Kyle Gallner (Winston), Sam Jaeger (Capitano Martens), Cory Hardrict (“D” Dandridge)
Genere: Guerra, Azione
Anno: 2014
Durata: 132 minuti
Produzione: Stati Uniti d’America.

Trama:
Tra il 1999 e il 2009 Chris Kyle, membro dei Navy Seal degli Stati Uniti, ha fatto registrare il più alto numero di uccisioni a opera di uno sniper di tutta la storia militare americana. I suoi compagni d’armi, che ha protetto con precisione letale durante la guerra in Iraq, lo chiamavano «la Leggenda». Per i nemici, invece, era semplicemente al – Shaitan, il diavolo.
American Sniper è il film tratto dal libro autobiografico scritto da Chris Kyle, Jim Defelice, Scott McEwen, l’autobiografia di un guerriero che non nasconde la drammaticità dell’esperienza bellica, il dolore inflitto e patito, l’opacità degli interessi politici ed economici in gioco. Sopravvissuto a battaglie, imboscate e trappole di ogni genere, Chris Kyle troverà prematuramente la morte per mano di un giovane veterano.

Opinione:
A differenza di molti film dove i personaggi sono frutto della fantasia degli autori in American Sniper apriamo una finestra sulle esperienze di uomo, un tiratore scelto, uno sniper, addestrato dall’esercito americano per essere l’angelo custode dei Marine dispiegati in Iraq.
Chris Kyle è cresciuto in una famiglia cattolica praticante, con un padre che ha insegnato ai propri figli che esistono tre tipi di persone: le pecore, coloro che subiscono i soprusi, le vittime. I cani da pastore, coloro che difendono i più deboli e i lupi. Kyle si è sempre considerato un cane da pastore e ha vissuto secondo questo credo. Le prime immagini del film si aprono con una scena che fa pensare, Kyle ha inquadrato nel mirino del suo fucile una donna e un ragazzino che si stanno dirigendo verso il contingente dei Marines che stanno perlustrando la zona. In pochi istanti cala sulle spalle dello spettatore il dubbio, il peso e la responsabilità che quest’uomo si è assunto. Sparare e magari colpire un innocente oppure non sparare e permettere che i propri compagni vengano massacrati.
La precisione, la dedizione con cui vive le sue quattro missioni in Iraq sono encomiabili, tuttavia, le ripercussioni non saranno di poco conto, vive tutte le contraddizioni della guerra, lo stress post traumatico, l’alcolismo, la violenza, la vanagloria, il tormento di tutti i reduci, rischiando di fargli perdere tutto quello che ha. La guerra che porterà dentro di sé una volta lasciato l’Iraq sarà altrettanto devastante, con quello schermo televisivo spento eppure ‘ipnotico’ per un Chris perso tra ricordi di Guerra per lui indimenticabili, parlano da sol, incapace di relazionarsi con chi gli è vicino, familiari e amici. Alla fine troverà una ragione di vita nell’aiutare i reduci disabili, purtroppo, sarà proprio uno di loro che porrà fine alla sua vita.
Parte del popolo americano, considera Kyle un eroe ma quest’ultimo non è mai stato interessato alla fama, lui è consapevole di essere un assassino e che risponderà a Dio di ogni uccisione da lui commessa, ma questo non lo distoglie dal suo dovere di difendere i suoi compagni.
American Sniper è un film scomodo e coraggioso allo stesso tempo, sebbene venga definito d’azione io preferisco considerarlo di riflessione sulla guerra, sulle sue motivazioni, sulle sue follie. Uomini, donne e bambini sottoposti ad atrocità, che nella pellicola non vengono censurati, le vite vengono spente con una facilità tale da risultare assurde per chi è cresciuto lontano dalla guerra.
Clint Eastwood ha realizzato una pellicola di parte, addolcendo e smussando i lati scomodi della biografia di Kyle, toglie l’alcol, alleggerisce la violenza del ritorno, lima gli spigoli. Non fa cenno alle bugie e alle apparizioni mediatiche dove ha cercato di trasformarsi nel supereroe che tutti ammiravano.
Curiosità:
Bradley Cooper ha dovuto seguire una dieta da 8.000 calorie al giorno per poter aumentare di trenta kg in tre mesi, e avere abbastanza massa muscolare da assomigliare fisicamente al vero Chris Kyle.